Twitter dopo Elon Musk: che piega prenderà il social network dei tweet?

Twitter dopo Elon Musk: che piega prenderà il social network dei tweet?

I made an offer: era il 14 aprile quando il capo di Tesla e Space X Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, faceva la sua offerta per acquistare tutte le azioni di Twitter, il servizio di microblogging più amato dai potenti e prepotenti del mondo. Dieci giorni dopo, l’acquisto era ufficializzato. Con 7 miliardi di dollari già investiti ed altri 37 promessi al consiglio di amministrazione di Twitter, entro il 2022 l’operazione tweet di Musk dovrebbe concludersi. Gli investitori di Tesla non sembrano tuttavia entusiasti quanto Musk dell’acquisizione di Twitter e lo sono ancora meno dei suoi ambiziosi piani per il social.

Quadruplicare gli utenti e quintuplicare le entrate entro il 2028, rendendo Twitter un posto ancora più libero tramite l’introduzione di nuove funzioni ed algoritmi e riducendo la pubblicità, oggi principale fonte di entrate. Per ovviare alle perdite degli incassi pubblicitari Elon Musk punta su un incremento degli abbonamenti e delle entrate medie per utente, oltre a possibili nuovi accordi con sistemi di pagamento come Paypal, che proprio a Musk deve parte della sua crescita.

Twitter blue e X Subscribers

L’incremento degli utenti prospettato da Musk per Twitter, da 217 milioni del 2020 a quasi 600 milioni nel 2025, passa per una maggiore personalizzazione dell’esperienza Twitter sull’app. Per tre dollari al mese gli uccellini del social diventeranno Twitter blue, godendo di funzionalità customizzate. Una sorta di account premium che consente di scegliere il colore del tema, di modificare l’icona dell’app, di sviare le pubblicità, di annullare un tweet.

Nuovi abbonati conteggiati anche tra le fila degli X Subscribers, utenti di un nuovo prodotto chiamato X che dovrebbe essere presentato nel 2023 e portare a +9 milioni di iscrizioni in un solo anno. Infine, Elon Musk propone una piccola “tassa” per gli utenti commerciali e governativi. Chi può che paghi, perché “alcune entrate sono meglio di niente”.

Trump e la libertà di espressione

Riaprire a Donald Trump è solo la voluta provocazione di Elon Musk per annunciare su Twitter maggiore libertà di espressione. Al fine di incrementare l’utenza, Musk ha dichiarato di voler reprimere gli spambot e ridurre il fattore moderazione nei tweet, per lasciare spazio di parola a tutti, ma proprio a tutti, tanto che sin dall’inizio della sua campagna di acquisto molti haters ed estremisti digitali hanno gridato alla vittoria.

Aperta anche la posizione del social nei riguardi dei contenuti espliciti per adulti. Twitter è già l’unico tra i principali servizi di social networking ad aver adottato una linea soft rispetto alla pornografia. Su Twitter sono infatti presenti milioni di account dedicati a contenuti hard e numerosi performers del porno lo utilizzano come canale promozionale per i propri account personali sulle piattaforme del sesso virtuale a pagamento. Anche Musk propende per una policy a zero censura, purché il contenuto sia contrassegnato e segnalato come “sensibile”. Una folla di sex-account preoccupati che Elon non vuole perdere. Tutto questo mentre l’Unione Europea, col Digital Services Act appena approvato, chiede ai social media una maggiore regolamentazione sui contenuti illegali. Musk risponde con un sì di condiscendenza e va avanti.

Una tecnologia solo apparentemente neutra

L’interesse di Elon Musk per Twitter ha comportato diversi contraccolpi in Borsa per il patron di Tesla. Il suo patrimonio ha subìto perdite per 25 miliardi di dollari e la capitalizzazione di mercato di Tesla è al ribasso di oltre il 28%. Per acquistare Twitter, infatti, Musk ha venduto circa il 10% delle sue quote, creando instabilità tra gli azionisti. La missione Twitter, tuttavia, non è un’operazione avventata. Dietro l’egida della “libertà di parola per una democrazia funzionante”, Elon Musk ha fatto bene i conti. Trasformando Twitter in una azienda privata, Musk libera di fatto il social network dalla dittatura della Borsa garantendosi, contemporaneamente, un luogo “tutto suo” dove parlare da vate alle masse, di cui potrà facilmente conoscere comportamenti e preferenze.

Twitter è poi il social dei potenti e dei giornalisti. Su Twitter girano informazioni ed opinioni che consentono di avere una buona presa sul clima politico e culturale di specifiche aree del pianeta. Per Musk, un data set molto utile per progettare le sue mosse future.