Fare branding dopo il lockdown da Covid-19

Fare branding dopo il lockdown da Covid-19

La pandemia da Covid-19 sta mettendo in crisi l'intera economia globale e senza dubbio il post lockdown vedrà i brand competere sempre più freneticamente tra loro per catturare l’attenzione dei loro target di riferimento.

Mettere in discussione la propria strategia di branding e rimodularla potrebbe rivelarsi la carta vincente per garantirsi la sopravvivenza e restare competitivi.

In questo articolo vi illustriamo alcuni tips di rebranding in cui crediamo fortemente e che, come agenzia, stiamo proponendo a tutti quei clienti che si rivolgono a noi con la fatidica domanda: “Ma adesso come dobbiamo comunicare?”

Multicanalità: la parola d’ordine per il marketing del post coronavirus

Un approccio multichannel consentirà di razionalizzare le risorse da destinare alle azioni di marketing e comunicazione e di raggiungere i potenziali clienti in maniera più mirata, in quanto si spazia tra tutti i canali in cui sono presenti. Un altro suggerimento è quello di aggiungere sempre contenuti video nel marketing mix.

Anche quando l’emergenza covid-19 terminerà, il distanziamento sociale avrà comunque creato nei consumatori un’abitudine che andrà sempre più a consolidarsi: la fruizione di risorse online e in particolare di video.

Mettere i dipendenti e i professionisti in prima linea

La pandemia ci ha fatto comprendere a fondo il valore della forza lavoro e dei professionisti.

Una strategia di branding che metta in prima linea professionisti e dipendenti mostrandone i volti e ringraziandoli potrà garantire un’efficace e riconoscibile identità di brand, oltre che suscitare empatia ed un sentiment positivo nella target audience. I marchi che apprezzano i loro dipendenti hanno maggiori probabilità di essere amati.



Rimodulare la propria offerta

Nei prossimi mesi, le esigenze dei consumatori evolveranno. In primo luogo, a causa della limitazione delle risorse, l'attenzione si concentrerà sull'acquisto di beni essenziali o comunque con una forte connotazione di “utilità".

Pertanto, ogni marchio dovrebbe puntare su quel segmento della propria offerta che è più essenziale e meno accessorio. Ciò non significherà dover snaturare la propria identità di brand, ma cercare nuove prospettive di “product storytelling” che si adattino alla situazione attuale.

Un esempio? Un brand di mobili di lusso e di design potrà puntare su quelle referenze dove l’aspetto “funzionale” è preponderante rispetto a quello meramente decorativo ed usare uno storytelling ad hoc per mettere in luce proprio quelle caratteristiche di funzionalità.



Niente paura e niente paure

digitale rebranding ripartenza coronavirus


Inutile, negarlo: alcuni brand potrebbero pensare di trarre vantaggio dalla paura e dal panico causati dal coronavirus per promuovere i loro prodotti e servizi. Niente di più sbagliato.

La paura non è mai una buona leva per promuovere la vendita di un prodotto o di un servizio, tantomeno un’argomentazione efficace per una strategia di comunicazione.
Be positive!



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